Presentazioni

Inaugurazione della Stagione Concertistica Accademia di S. Sofia 2022/23

Umanesimo Digitale

18 Novembre, 2022

Notte dei Ricercatori 2022

Quando i computer smisero di avere la forma di computer

C’è stato un tempo in cui i computer avevano la forma di computer. Stavano lì, di fronte all’utente, ben identificati dalla loro fisicità, il monitor, l’unità centrale, la tastiera. Raccoglievano dagli utenti un insieme di dati, spesso numeri, e restituivano altri insiemi di dati, tipicamente tabulati fatti a loro volta di numeri, che poi l’utente (esperto!) interpretava per costruire ponti e palazzi, per gestire la contabilità della propria azienda, o per decidere le turnazioni dei dipendenti, tanto per fare qualche esempio. Poi le cose sono cambiate, i computer hanno smesso di avere la forma dei computer per entrare negli oggetti che usiamo quotidianamente, nelle auto che guidiamo, negli elettrodomestici, nei telefonini. Non si è trattato solo di un cambiamento strutturale, ma di ruolo: i computer hanno smesso di essere oggetti esterni ai processi del mondo reale, con cui interagivano attraverso l’intermediazione degli utenti, per entrare direttamente nella gestione di sistemi complessi, dai sistemi di trasporto ai sistemi di erogazione dei servizi, dalle applicazioni nel settore delle salute e del wellness alla gestione delle città “intelligenti”. A cambiare è stato anche il modo in cui il software, le applicazioni che rendono i nostri computer-non-computer utili in tanti momenti delle nostre giornate sia lavorative sia di svago e relazioni sociali, vengono sviluppate. Con il diffondersi dell’intelligenza artificiale, anziché istruire i computer su cosa fare, passo dopo passo, per risolvere un problema, insegniamo loro ad apprendere le azioni da svolgere: “educhiamo” i computer più che programmarli.

NOTTE RICERCA - 22-10-2022